Il mondo del lavoro è stato trasformato in un campo di battaglia nel quale perdono sempre i deboli. Seppure un licenziamento venga riconosciuto come illegittimo, il lavoratore non ha diritto al doveroso reintegro, venendo così a essere celebrata la volontà del più forte, quello di fare ciò che gli pare.
Se un giudice stabilisce che un licenziamento è ingiusto, la conseguenza logica deve essere quella del rientro nel posto di lavoro.
Al momento basta ricevere sei mensilità, per essere messi alla porta e, soprattutto, per finire in strada, magari con mutui d pagare e bimbi da sfamare.
Si dia almeno al giudice la possibilità di determinare un giusto riconoscimento, abbattendo questo assai striminzito limite dei sei mesi, troppo pochi per cercare alternative lavorative, nell’attuale mercato del lavoro, specialmente al Sud.
Occorre anche eliminare la grave piaga del precariato.
Senza alcuna motivata ragione, intatti, i contratti possono limitare il contratto di lavoro a dodici mesi e questa misura, insieme alle precedenti, sottopone il lavoratore a una continua restrizione della sua libertà di espressione e di comportamento. Noi vogliamo sia obbligatoria una causale perché esista un rapporto di lavoro a tempo determinato.
Inoltre, verifichiamo come ogni giorno su tre si registri una morte sul lavoro e decine di infortuni giornalieri, mentre al momento è impedito di estendere la responsabilità dell’infortunio negli appalti all’impresa appaltante.
Occorre anche modificare la norma che fissa in dieci anni di residenza in Italia il limite per potere chiedere la cittadinanza.
Secondo noi ne bastano cinque, continuando a essere richiesti la conoscenza della lingua italiana, l’essere incensurati e gli altri requisiti attualmente richiesti.
Con queste motivazioni i rappresentanti del Collettivo Letizia e di PeR invitano la popolazione a recarsi alle urne nel prossimo mese di giugno e di votare SÌ a tutti e cinque i referendum.
On M. Donegani e Salvatore Porsio ( segreteria reg. e vice segreteria provinciale di PeR ), Gianfranco Cammarata, portavoce del Collettivo Letizia